La Pastiera Pasquale da 1 Kg

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La pastiera napoletana è tradizione anche calabrese ed è regina indiscussa delle feste Pasquali.  L’usanza di preparare la pastiera il Venerdì Santo si deve proprio alle suore Benedettine sembra già dal 1009. Grazie alla presenza del grano, le suore attribuivano a questo dolce la rinascita della Resurrezione di Cristo. Quindi possiamo dire che la pastiera ha per codice genetico un sostrato culturale pagano e cattolico, racchiude infatti tra i suoi ingredienti un carico di significati simbolici. Ad ogni ingrediente corrisponde un simbolo e un significato preciso, ad esempio il grano rappresenta la terra, le uova la rinascita e la nuova vita, l’essenza dei fiori d’arancio rappresentano la primavera e il cedro e le spezie aromatiche i popoli lontani. Come il passaparola che va di bocca in bocca e modifica il senso delle cose dette alla fonte, anche la ricetta della pastiera non ha ormai un’univoca ricetta. La cosa più bella di questo dolce è che le sue versioni sono quasi infinite. Questo perché è un dolce antico e tramandato di madre in figlia, un dolce che assume sapori diversi in base ai gusti, alla variazione delle dosi e degli ingredienti utilizzati, per la quantità e tipologia di spezie, per l’aggiunta o meno di frutta candita e per la decisione di “passare” o di utilizzare intero il grano.
Farina, burro e uova per la pasta frolla, costituiscono il “fodero” della pastiera, e grano, ricotta, zucchero, uova la sua imbottitura. Per aromatizzare la pastiera, in genere, vengono utilizzate delle essenze all’aroma di arancia.


il peso della pastiera è di circa 1 kg.


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